Nota di chiarimento sulla fotocopia dei documenti d’identità: rischi legali e indicazioni del Garante Privacy
La richiesta di una copia del documento d’identità è una prassi ancora molto diffusa in diversi settori, come strutture ricettive, noleggi, servizi finanziari o attività commerciali. Tuttavia, questa pratica, se non gestita correttamente, può esporre le aziende a rilevanti rischi legali e sanzioni.
Un chiarimento particolarmente importante è arrivato con il provvedimento pubblicato dal Garante per la protezione dei dati personali, che ha precisato limiti e corrette modalità di gestione dei documenti di identità, evidenziando errori operativi ancora molto diffusi.
Non sempre è necessario conservare la copia del documento
Uno dei chiarimenti più rilevanti riguarda un aspetto spesso frainteso: la normativa non richiede la conservazione della copia del documento d’identità nella maggior parte dei casi.
Il principio di riferimento è quello di minimizzazione dei dati, previsto dal GDPR: devono essere raccolti solo i dati strettamente necessari.
Copie dei documenti: quando vanno eliminate
Nel caso in cui, per esigenze operative, venga acquisita una copia del documento (ad esempio per facilitare la registrazione dei dati), il Garante chiarisce che:
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la copia non deve essere conservata oltre il tempo strettamente necessario,
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deve essere cancellata o distrutta immediatamente dopo l’utilizzo.
Il rischio concreto: data breach e responsabilità
La conservazione di copie di documenti d’identità aumenta significativamente il rischio di:
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accessi non autorizzati,
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furti di identità,
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violazioni di dati personali (data breach).
Pratiche da evitare
Il Garante richiama esplicitamente alcune modalità operative scorrette, ancora molto diffuse:
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acquisire documenti tramite foto scattate con smartphone,
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ricevere copie via WhatsApp o altre app di messaggistica,
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archiviare documenti in sistemi non sicuri o non controllati.
Queste pratiche non garantiscono adeguati livelli di protezione dei dati e possono esporre l’organizzazione a rischi significativi.
Obblighi organizzativi per le aziende
Le aziende non devono limitarsi a “non conservare” le copie, ma devono strutturare correttamente i processi interni:
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fornire istruzioni chiare al personale sul trattamento dei documenti,
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formare gli operatori sui principi GDPR,
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utilizzare sistemi informatici sicuri e tracciabili,
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regolare il trattamento dei dati anche nei rapporti con fornitori e software gestionali.